ossigeno
sono fermamente convinta di non aver mai avuto l’occasione, in passato, di sperimentare una sensazione simile sulla mia stessa pelle. ho sempre osservato con un velo d’invidia tutte quelle coppie camminare per la strada mano nella mano, e ridere insieme, e contemplare sui loro volti nient’altro che la pura gioia di vivere - confortandomi con la consapevolezza che prima o poi anche il loro sorriso si sarebbe spento, che non sarei rimasta l’unica seduta su quella panchina sotto alla pioggia. da sola.
da sola, sì, ma ce la facevo. immaginavo che dopotutto fosse molto meglio così.
però ora è più forte di me, non c’è modo di scansare quel senso di vuoto che mi pervade inevitabilmente quando realizzo di essere l’unica persona nella stanza, e la mente mi riporta al giorno in cui la sedia al mio fianco era occupata da lui, al giorno in cui parole dal sapore nuovo uscirono senza che me ne rendessi realmente conto dalla mia stessa bocca. e poi, il suo sorriso. e poi, il mio sorriso. come se avessi raggiunto un traguardo - ed in fondo, un po’ l’avevo anche raggiunto.
me lo ricordo, quel giorno di quasi tre mesi fa in cui, nella stradina probabilmente più buia della città intera, dissi che la mia vita assomigliava alla trama particolarmente intrecciata di un film surreale; quel film, compresi, altri non era che il destino che svolgeva il suo intricato corso. ma destino non è una parola che mi piace; dopotutto se a scriverlo siamo noi stessi con le nostre azioni, non vedo neanche in che modo si possa parlare di qualcosa di preesistente com’è appunto il destino. per quello preferisco chiamarlo film, voglio dire, il film della mia vita.
un giorno mi piacerebbe andarci, al cinema, a vedere il film della mia vita: probabilmente sarebbe il film più noioso e ripetitivo di tutta la storia. dopotutto la routine quotidiana ha finito per travolgere anche me come un fiume in piena e, se per fortuito caso vi è qualche cambiamento nella mia vita, quello avviene quasi sempre di sabato sera. vivo di sabati sera, sì: probabilmente sono solo quelli che, ora come ora, mi consentono di tirare avanti.
ma quei momenti, vorrei che non finissero mai.
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